Donne consacrate, tessitrici di speranza e profezia nel mondo di oggi

Donne consacrate, tessitrici di speranza e profezia nel mondo di oggi

Monsignor José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per la Vita Consacrata e le Società di Vita apostolica, incontra le 80 Superiore Generali della Costellazione Roma della UISG, riunite in Assemblea il 10 e 11 gennaio a Roma.

Monsignor Carballo, prima di ascoltare le domande delle religiose, indirizza qualche parola sul tema scelto per l’Assemblea.

Le domande delle partecipanti riguardavano: la gestione dei beni ecclesiastici, una maggiore partecipazione femminile nella Chiesa, le relazioni con i vescovi.

“Mi fa molto piacere notare che avete messo ‘donne’ prima di ‘consacrate’. Tutte le parole del titolo sono da tenere presenti. Siete prima di tutto donne, con tutto ciò che questo comporta. Questo ci deve portare ad assumere la dimensione umana di donne e uomini prima di tutto. L’ordine è importante, prima donne e poi consacrate; attenzione a non fare il contrario.
Siete le Superiore generali, quindi rappresentate il ‘potere’ della Vita consacrata femminile; mi colpisce come, spesso, manchi proprio la dimensione umana nel servizio dell’autorità.
Dimensione e umana ed esercizio dell’autorità non sono in contraddizione; ma si deve sempre tenere conto dell’umanità delle nostre sorelle. Soprattutto di quelle più vulnerabili: le anziane, le malate, le giovani che ancora cercano la loro strada, e quelle che soffrono.

Credo che l’autorità è una delle dimensioni fondamentali della Vita religiosa, ed è quella che ha più bisogno di essere evangelizzata. Non è evangelico quando questo servizio viene esercitato come potere o come privilegio.

Non è neanche evangelico quando questo servizio viene esercitato con poca cura e disattenzione. È evangelico lavare i piedi e non lavarsi le mani, cioè non prendercene cura.

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Pubblicato da UISG International Union of Superiors General su Giovedì 11 gennaio 2018

Quando ci accorgiamo che dobbiamo ribadire che siamo i superiori c’è qualcosa che non va.

Le altre parole del titolo: tessitrici di speranza e profezia. Parole molto belle. Sono convinto che oggi dobbiamo seminare speranza, per farlo dobbiamo avere una visione di fede della realtà, senza lo sguardo di fede saremmo le prime vittime di un realismo che soffoca. Altrimenti rischiamo di diventare le amministratrici dell’agonia dei nostri istituti.
Essere pessimisti può esserlo chiunque, non è necessario essere intelligenti; invece per vedere le possibilità nella realtà, ci vuole fede e intelligenza.

Vi esorto a seminare speranza. La vita consacrata si trova in un momento delicatissimo. Non vogliamo fare poesia, ma dentro queste difficoltà ci sono tante cose belle e tante possibilità che dovremmo sfruttare. Solo così potete esercitare il sacro ministero della profezia. E cosi rispondiamo a una delle sfide del magistero di Papa Francesco.

Altro elemento del vostro titolo: il mondo di oggi. Guardare la memoria fa bene, chi non ha radici si secca. Ma questo sguardo indietro non ci porti a fare dietrologie, dobbiamo abitare l’oggi e non il domani. Ciò che abbiamo a nostra disposizione è l’oggi.

Grazie sorelle per quello che fate. Portate i miei saluti a tutte le vostre consorelle anche se non le conosco. Pregate per me.”

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Pubblicato da UISG International Union of Superiors General su Giovedì 11 gennaio 2018

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