Le religiose in prima linea: risposta del cuore

Le religiose in prima linea: risposta del cuore

In ogni angolo del pianeta le religiose in prima linea nell’aiutare le fasce deboli a contrastare il coronavirus

Intervista dell’Osservatore Romano con Sr Jolanta Kafka, Presidente della UISG

In tutto il mondo, le religiose, come testimonianza evangelica della loro vocazione, non solo forniscono cibo, assistenza, forniture mediche e formazione, ma, insieme a tutto questo, cercano anche di essere «una presenza orante, una presenza di supporto, una presenza di speranza». «Tutte, nei limiti della mobilità — dichiara la presidente dell’Uisg — stanno facendo il possibile per garantire il miglior sostegno pratico e anche pastorale ai bisognosi, nonostante la crisi sanitaria, senza distinzione di etnia o religione. Si crea una collaborazione ancora più forte, ma non tutte le congregazioni hanno le possibilità di far fronte alle molteplici esigenze. Abbiamo costituito un fondo, da noi gestito — puntualizza — che si occupa di aiutare le congregazioni in maggiore difficoltà, dislocate in zone remote e nei villaggi dove sono carenti i servizi o perché hanno subito grandi perdite».

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