Un arcobaleno a Kabul: Associazione Pro Bambini di Kabul

Progetto intercongregazionale in Afganistan: Associazione Pro Bambini di Kabul

Foto del Convegno a Roma del 13 maggio 2017

La partecipazione al Convegno “Un arcobaleno a Kabul” organizzato a Roma sabato 13 maggio dall’Associazione Pro Bambini di Kabul, per meglio far conoscere il cammino del Progetto a favore dei bambini con disabilità mentale a Kabul (Afghanistan), per noi, Suore di S. Caterina da Siena, è stata motivo di grande gioia, di lode e di ringraziamento al Signore.

Questo perché fin dal suo nascere, siamo state testimoni di come lo Spirito ha ispirato, accompagnato, lanciato e sostenuto questo Progetto in una terra nella quale mai si pensava di poter mettere piede, e con sorelle di diverse Congregazioni, nazionalità e culture che solo lo Spirito dà la capacità di vivere in comunione e di condividere vita, gioie, difficoltà, paure.…trovando in Lui l’audacia di continuare, di camminare.

Abbiamo sperimentato la trepidazione e la gioia di vivere accanto alle prime quattro sorelle: Sr. Giovanna Porru (Marcellina), Sr. Ela Homel (F.M.M.), Sr. Jamila Emmanuel e Sr. Razia Barkat (Domenicane di S. Caterina) durante gli otto mesi di convivenza e preparazione, prima della partenza per l’Afghanistan. Cominciarono a studiare il Persiano, l’Islam, elementi di pronto soccorso, di igiene e prevenzione delle malattie, non sapendo esattamente cosa il Progetto chiedeva. P. Mc Sweeney (PP. Sacramentini) le accompagnava e le aiutava ad approfondire gli elementi carismatici di ciascuna Congregazione, invitandole e spronandole a vivere questa comunione coltivando l’attitudine missionaria.

Quando nel novembre del 2004 partirono, senza ben sapere quale Progetto concreto avrebbero avviato a Kabul, ci sentimmo tutte chiamate a stare accanto a loro con l’affetto, l’incoraggiamento, la preghiera e … un po’ di trepidazione. Era una gioia ricevere notizie da parte loro: come erano state accolte da Mons. Giuseppe Moretti (barnabita, superiore della missione sui iuris dell’Afghanisthan), dalle Piccole Sorelle di Gesù, dalla comunità dei Fratelli Luterani, dalle tante persone mussulmane che, ancora oggi, percepiscono in queste semplici comunità qualcosa di diverso dalle tante Ongs presenti nel Paese. Sentivamo le quattro sorelle accolte dalla gente afgana, tanto fiera ma anche tanto provata, e membra vive di una comunità cristiana piccola, povera, ma viva, chiamata a testimoniare Gesù, il Vivente.

Quale gioia quando finalmente nel 2006 ci comunicarono di aver individuato e deciso, con il Direttivo del PBK, di iniziare il Centro per bambini con disabilità mentale. Le foto delle suore con i primi sei ragazzini del Centro per lungo tempo hanno tappezzato qualche angolo delle nostre stanze!

Il video realizzato da don Matteo Sanavio (rogazionista) durante la sua recente visita a Kabul e presentato al Convegno ha dato un’immagine chiara di quanto il piccolo seme gettato in terra afgana undici anni fa sia cresciuto. Tale constatazione è stata motivo di sincera gratitudine al Signore per quanto a Lui è piaciuto realizzare servendosi della piccolezza di Congregazioni e di sorelle che, forti della sua grazia, hanno osato avventurarsi in questo Progetto intercongregazionale a favore dei bimbi afgani.

Sono state sopratutto le espressioni, le parole e le esperienze condivise da Fratel Carlo (guanelliano), attuale legale rappresentante del PBK e del Centro a Kabul, e dalle cinque sorelle di diverse Congregazioni – Sr. Govanna (marcellina), Sr. Michela (ancella di Gesù), Sr. Annie (cottolengo) Sr. Irma (francescana), Sr. Celina (domenicana) -, che in momenti diversi hanno accolto l’invito ad andare a Kabul, che hanno fatto percepire la bellezza e la sfida di impegnarsi e vivere la comunione dei carismi e in un servizio ai bambini afgani con disabilità mentale. Loro poi sono anche testimoni di quanto l’impegno e la volontà di vivere il Vangelo in silenzio, semplicità e coraggio in una terra arida, come quella afgana, abbia più di una volta fatto breccia nel cuore dei familiari dei bambini e nel cuore dei collaboratori. Certamente si può dire che il grido di S. Giovanni Paolo II° espresso a Natale del 2001:“Salviamo i bambini di Kabul” sia stato un grido profetico. E di questo ancora siano rese grazie allo Spirito che sempre ci accompagna.