Grazie Suor Nicla Spezzati e auguri per la tua nuova missione

Grazie Suor Nicla Spezzati per il tuo prezioso lavoro come Sottosegretario svolto al Dicastero per la Vita consacrata

Ti auguriamo il meglio per la tua missione come Provinciale

Roma, 11 marzo 2018
«Rallegrati, Gerusalemme …
Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza».
Liturgia Domenica in Laetare

A sr Carmen Sammut – Presidente UISG

Carissima suor Carmen e tutte dell’UISG

La gioia di Dio colori la nostra vita.

Al termine del mio servizio come Sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, mi è caro salutarti e ringraziarti, con tutta la cara “famiglia” dell’UISG, per il cammino compiuto come sorelle e amiche. Con voi tutte dell’Unione ho sperimentato la gioia della condivisione nel pensiero, nel confronto, nella collaborazione cordiale con cui, in modi vari e continui, avete accompagnato il nostro Dicastero.

Come dimenticare la gioiosa e creativa operosità vissuta nel tempo speciale e fecondo dedicato alla Vita consacrata? Penso che possiamo benedire insieme il Signore perché ci ha concesso di servire la vita consacrata nella Chiesa in un tempo in cui continua a risuonare, come imperativo d’anima, l’invito: “Svegliate il mondo”. Tempo in cui stiamo procedendo con volontà buona – pur nella complessità della temperie sociale, culturale, religiosa – per allenare occhi di contemplazione e profezia nella ferialità dei giorni; per vivere con discernimento nelle decisioni di vita; per abitare i territori nell’incontro umano; per accendere processi più che custodire spazi sterili; per usare pensiero, viscere e modi di misericordia.

In questi anni ho avuto il privilegio di lavorare con donne consacrate in cammino sui sentieri della fede e della speranza; donne ecclesiali, donne generative, unite in sinergia buona affinché il Vangelo, spezzato come pane fragrante e versato come vino nuovo, possa rinnovare l’amicizia divina, ad ogni ora, nei crocevia dell’umano.
Attraverso l’UISG giunga il mio augurio a tutti gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica per una vita feconda e benedetta, vissuta nel cuore della Chiesa.

Di cuore
Nicla Spezzati, ASC

Condividiamo il racconto di Suor Nicla della telefonata personale di Papa Francesco

«Pronto?»…
«Sono papa Francesco …»

Così, rispondendo al mio cellulare che segnava “Numero privato” ho ricevuto il dono di un colloquio con papa Francesco che dall’altro capo del telefono ha tessuto una conversazione semplice, nel suo stile di padre e di maestro. Le domande si sono succedute pacate e chiare: voleva capire il motivo per cui avevo chiesto di chiudere il mio servizio presso il Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica della Santa Sede; voleva scavare nell’anima, rassicurarsi della verità per cui mi veniva chiesto di operare in tal senso. Nelle sue domande c’era la visione del grande conoscitore dei cuori e dei movimenti che spesso segnano la vita interna degli Istituti. Poi la gratitudine per il servizio reso alla Chiesa per la vita consacrata: «Sa, sr Nicla, le voci giungono anche al Papa», e la sorpresa della possibilità di poterlo incontrare in udienza privata.
Così è arrivato il gran giorno. Il 1 marzo con un fascio di rose bianche (cercate con solerzia da sr Sandra Paolacci in quegli incredibili giorni di neve a Roma) e una grande emozione ho incontrato papa Francesco nel salottino privato della Domus Sanctae Marthae.
Il mondo è passato nei nostri cuori. Un mondo con le sue debolezze, i suoi vizi, le sue bellezze le sue infinite possibilità di futuro. La passione e l’amore per la Chiesa universale indicavano la necessità di in un cammino comune, la volontà buona di porre decisioni e azioni per la comunione: «Il tutto è superiore alla parte». Francesco si è fermato a lungo a commentare questa visione di sinodalità, che muove anima e passi a convergere nello Spirito. Senza questa volontà non s’avvera il miracolo delle origini della Chiesa: Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. (Atti 2, 44-47)
Dal cuore di Francesco al mio ho sentito correre un flusso di grazia e di luce: quando parla il Santo Padre sembra che anche le più feriali e scontate delle parole si illuminino. Il tempo è trascorso a ritmo del cuore, un tempo prezioso che sento dentro di me come mistero da custodire e da vivere con infinita gratitudine. Penso a Maria che da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2,19).

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